Vasco Rossi tra cancro ed ubriachi alla guida


Vasco è sempre Vasco. Le notizie sulla sua salute sono, al solito, altalenanti.

Ma, il Kom è sempre attivo; vi ricordate il fatto che all’iniziò pensava male di Facebook intendendolo come strumento e veicolo di malignità, di bassezze, di cattive intenzioni.

Eppure, dalla clinica o meno, sempre più spesso sta usando proprio Facebook per le sue esternazioni.

Esternazioni e pillole del Vasco-pensiero che, more solito, creano sempre qualche scompiglio.

Come il suo pensiero sul fatto che mettersi alla guida alticci “non sia una bella idea”, ma, il Kom  sottolinea come gli incidenti fanno parte della vita asserendo che “non hanno nessun motivo razionale, sono parte costitutiva della vita, inclusi nel pacchetto dell’esistenza: accadono e basta!”.

Il Vasco ha precisato di non voler minimamente offendere chi, purtroppo, ha subito dei lutti del genere, resi, è il caso di dirlo, ancora più dolorosi se a causarli è stato qualcuno messosi alla guida in non perfette condizioni…

Il Vasco ha voluto dire in altre parole che, benché mettersi alla guida ubriachi sia pericoloso, quantunque si potessero eliminare magicamente gli ubriachi dalla strada gli incidenti avverrebbero comunque. Punto di vista perfettamente condivisibile non credete?

Ma, recentemente, il Blasco ha trovato il modo di urtare anche gli oncologi. Ha smentito di avere un cancro, ma ha altresì detto che qualora lo avesse avuto non si sarebbe curato ma sarebbe salito sul primo aereo per i caraibi per morire contento.

La logica conseguenza è che le cure non servono.

Logica conseguenza è stato il risentimento di chi, medici e pazienti, con quella realtà si trova a combattere quotidianamente, spendendo energie fisiche e mentali.

Magari in tanti la pensano come Vasco, chissà quante persone fanno delle riflessioni del genere sui propri profili Facebook, ma il Vasco è Vasco ed ogni sua parola viene setacciata, analizzata ed amplificata, a volte anche distorta. Anche questo è il bello, o il brutto, del Blasco.

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