Le dimissioni di Vasco Rossi


In un paese dove in tanti non osano trasgredire Vasco Rossi è sempre stato uno dei trasgressivi per eccellenza.

E recentemente ha fatto una cosa molto trasgressiva, forse la più trasgressive possibile in Italia: Vasco Rossi ha dato le dimissioni da rockstar.

Già, il Blasco si è dimesso, o almeno così dice. Un atto di coraggio quello di “dimettersi da rockstar”, anche se, ha sottolineato come ”Continuerò a scrivere canzoni, magari anche a fare concerti.

Non è che mi ritiro, ma a 60 anni uno non può più fare la rockstar. Questa è la mia ultima tournée”.

I fans ovviamente non vedono nel loro idolo un dinosauro da rottamare, anzi, ma quello della musica è un mondo affascinante, ancorchè strano.

Si rischia di diventare prigionieri di un personaggio, di una maschera, di un modo di essere.
E’ difficile pensare ad un Little Tony senza le frange, eppure ha superato i settanta anni di età. E le frange non si portano da almeno 30. Del resto è difficile immaginare Vasco senza il cappellino, lui è sempre stato così. Ci sono invece cantanti che, ancora giovani, hanno saputo, reinventarsi.

Vi ricordate il primo Jovanotti? Era un paninaro.
E il primo Nek? Un romanticone mieloso.
E il primo Grignani? Mangiava la breccia che gli dava Massimo Di Cataldo.
Anche il Claudio Baglioni odierno ha poco in comune con quello che cantava Questo piccolo grande amore.

Al nostro idolo diciamo di seguire l’esempio di tante rockstar straniere, che indefesse e senza star lì a guardar l’età ancora saltellano su e giù regalando emozioni agli aficionados. Gente come Mick Jagger, come il boss Bruce Springsteen, come Sting (foto), come Steven Tyler e come tanti altri.

Vi lascio con una digressione.
Ad un certo punto, credo, anche max Pezzali dovrà cambiare focus e non continuare a guardare e a parlare come i 30enni, per non dire i teen.

Vasco, ritira le dimissioni, perché c’è chi dice no.

E sono il tuo popolo, il tuo esercito. I tuoi fan.

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